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L'ANGOLO DELLE RECENSIONI DI TROY - Prince of Persia - Le Sabbie del Tempo

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Messaggio Da Troy Ven Mag 21, 2010 1:11 am

(20/05/2010) - L'ennesima trasposizione cinematografica tratta da una fortunata serie di videogame. C'è da dire che in passato questo "filone" ha portato pressocchè sempre a prodotti troppo distanti dall'anima del gioco tanto che spesso l'unico elemento in comune risulta essere il titoto (penso ai vari Resident Evil). Questo però non è accaduto con Prince of Persia.
Proprio come ci si aspetti dall'accoppiata Disney & Jerry Brickheimer (quelli de I pirati dei Caraibi e Il Mistero dei Templari), il film è tutto un cappa e spada, salta e fuggi, intervallato ogni tanto da siparietti romantici o comici (spesso stiracchiati). Il film è invaso da un'eccitazione di inquadrature, un susseguirsi si scene d'azione magistralmente realizzate (di grandissimo impatto soprattutto le acrobazie del Principe Dastan), che rendono l'intero film una corsa alla caccia dell'emozione sempre più superiore. Forse è proprio questo stile "convulso", senza mai un attimo di riposo, un momento per "ragionare" i personaggi contemporaneamente il più grande lato negativo e positivo della pellicola. Il regista Mike Newell, che passa senza troppi pensieri da un 'Harry Potter 4' ad un titolo completamente diverso come ' L Amore ai Tempi del Colera', ha evidentemente preso il lato peggiore del suo capitolo della saga potteriana, e l'ha trasfuso in questo film.
Per fortuna però, come spesso accade nei film Disney, la parte tecnica (foto, musiche, scenografie ed effetti grafici) riporta il film ad alti livelli di qualità.
Un dubbio sorge nella scelta del cast: cosa ci fa un attore "sensibile" come Jake Gyllenhaal in un ruolo così... poco suo? Certo, lui cercava un'occasione del genere da anni, da quando ebbe l'enorme delusione conseguente all'aver rifiutato il ruolo di Spiderman, e di come da allora si sia spesso proposto per ruoli d'azione (uno su tutti l'ultimo Indiana Jones). Però riesce, con la sua baldanzosa presenza da guascone dei bassifondi a sopperire alla mancanza di credibilità "machesca", se si può usare questo termine. E il suo Principe Dastan risulta essere più simile ad un Aladdin di disneiana memoria, che rende il personaggio incredibilmente simpatico e vero.
Nota dolente il supporting-cast: la splendida Gemma Arterton è troppo rigidina nell'interpretazione (anche considerando il fatto che il suo personaggio è una Sacerdotessa con forte senso di abnegazione alla religione),ma soprattutto un Ben Kingsley che pare bloccato sempre in personaggi che non convincono lui nè tantomeno il pubblico, e decisamente meno affascinanti di un "Gandi" o di un "Rabbino". L'unico convincente è Alfred Molina, che con la sua parlantina irresistibile riesce a essere sicuramente il personaggio più salvabile

Insomma il film, troppo lunghetto a dir la verità, non si lascia certo guardare con serenità: una girandola di emozioni, un susseguirsi di corse, lotte, tradimenti, indagini e amori ci rapiranno e ci terranno col fiato sospeso per tutta la durata della pellicola, un pò troppo lunghetta a dir la verità, con ottimi pregi (l'azione, la componente tecnica, la simpatia del Principe e l'abbagliante bellezza della Sacerdotessa), controbilanciati da pochi ma non banali mancanze.

Beh dite la vostra a riguardo
Ciononostante rimane un film consigliatissimo.
Troy
Troy
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